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Scritto da Paolo Marcheschi
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Da Il Giornale della Toscana del 13/08/10, pagina 3
SEDI ALL’ESTERO, ROSSI AMMETTE IL FLOP
Il governatore risponde a un’interrogazione: “Hanno avuto efficacia limitata”
Firenze – Gli uffici toscani all’estero? Un mezzo flop. Ad ammetterlo è lo stesso governatore Enrico Rossi nella risposta a un’interrogazione presentata dal capogruppo del PdL in consiglio regionale, Alberto Magnolfi, e dal consigliere regionale del PdL, Paolo Marcheschi.
Una risposta inviata dalla Regione lo scorso 2 agosto in cui si legge che “i dati e l’esperienza dimostrano che l’attuale rete di uffici ha prodotto un’efficacia limitata e priva di potenzialità di sviluppo. Pertanto o si procedeva attraverso un potenziamento degli uffici sul piano operativo e qualitativo, attraverso una loro maggiore autonomia e capacità di accompagnamento delle imprese su vari mercati oppure si sceglieva il percorso opposto, la chiusura degli uffici, puntando sullo sviluppo della collaborazione con Ambasciate, Consolati, Ice e rete della Camera di commercio”. E ancora: “La rete dei 7 uffici, dotata di 8 unità di personale – scrive ancora Rossi – nel 2009 ha erogato 320 consulenze con un focus di basso valore aggiunto”.
Un risultato che la stessa Regione ammette essere stato modesto e su cui lo scorso 5 luglio il governatore Rossi è intervenuto con una delibera che ne prevede la chiusura. “Il costo complessivo di questi nostri sette uffici – precisò Rossi – è di 404 mila euro, ed è questo, dunque, il risparmio derivante dalla decisione assunta. In futuro, per presidiare all’estero le aree di interesse economico e culturale per le aziende e la società toscana, faremo riferimento all’istituto per il Commercio estero e alle ambasciate italiane”.
Leggendo la risposta all’interrogazione si scopre anche come funzionano e quanto costano gli uffici. A partire dal fatto che le spese “rientrano nelle risorse stanziate annualmente dalla Regione a favore di Toscana Promozione per svolgere attività di promozione e internazionalizzazione”. Nello specifico. Quelli di New York e di Mosca derivano da un accordo di collaborazione con banca Mps risalente al 2002 e poi nel 2005 e “valido per l’intera legislatura. Entrambi sono scaduti”, scrive la Regione. Per quanto riguarda l’ufficio di Francoforte c’è una convenzione quadro tra Toscana Promozione , e Camera di commercio italiana per la Germania che scadrà a fine anno. I desk Argentina (Buenos Aires), Brasile (San Paolo), Emirati Arabi (Abu Dhabi) sono gestiti “nell’ambito di una convenzione unica tra Promofirenze e Toscana Promozione” anche questa in scadenza a fine anno. I vari uffici dunque erano in scadenza, meno quello in Cina. “Solo l’ufficio di Shangai è in gestione diretta da parte di Toscana Promozione. Il contratto – scrive ancora la Regione – è stato stipulato con l’agenzia interinale cinese Fesco, autorizzata nella Repubblica Popolare Cinese per fornire personale agli uffici di rappresentanza stranieri e che ottempera a tutte le normative presenti nella contrattualistica del lavoro” in Cina. La scadenza del contratto per i locali è fissata al 31 agosto 2012, i contratti dei due impiegati invece scadono tra aprile e giugno 2012.
Questo dunque il quadro su cui interviene Paolo Marcheschi, consigliere regionale del PdL e presidente della commissione Controllo di Palazzo Panciatichi: “E’ evidente che l’operazione degli uffici all’estero si sia rivelata un flop. In commissione – annuncia – vigileremo affinché non si possano ripetere casi analoghi”. E per quanto riguarda il patrimonio, Marcheschi aggiunge che “terremo alta la guardia per evitare sprechi e scelte sbagliate”.
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Scritto da Paolo Marcheschi
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Da Il Giornale della Toscana del 13/08/10, pagina 3
REGIONE, AFFITTI A PESO D’ORO. SPESI 5 MILIONI IN UN ANNO
Venti sedi sparse fra Firenze, altre città toscane e Roma: la locazione più cara i 5mila metri quadri in via Alderotti che costano 850mila euro
Firenze – Venti sedi per un affitto annuale che si avvicina a 5 milioni di euro. E’ il caso della Regione Toscana che nonostante negli ultimi anni abbia portato avanti una politica di acquisto di palazzi continua a impiegare ingenti risorse per gli uffici sparsi tra Firenze, le altre città toscane e Roma: nel 2009 ha speso 4.831.749,12 euro.
Le cifre sono state fornite dagli uffici della Regione al Consiglio, su richiesta di Paolo Marcheschi consigliere del Pdl e presidente della commissione Controllo. Un quadro dettagliato delle spese sostenute dal settore Patrimonio e logistica suddivise per sede in cui la voce più importante è quella che riguarda gli affitti. I locali più “costosi” sono quelli in via Alderotti 26: 4.772 metri quadri dove lavorano oltre 180 dipendenti e che sono costati 847.561,96 di affitto annuo. Ma ci sono anche altri esempi come in quelli in viale Toscana: 3.675 metri quadri per 161 dipendenti e 714.343, 89 euro d’affitto pagato nel 2009. E via via, arrivando fino all’ufficio in via Parigi a Roma che costa 103mila euro d’affitto all’anno. Il tutto sebbene negli ultimi anni la regione abbia portato avanti, come detto, una politica di acquisto delle sedi e dismissione degli affitti (anche rispetto al 2009 alcuni contratti sarebbero in scadenza e non dovrebbero essere rinnovati) di cui, per comprendere la portata, si può fare riferimento a una nota del Consiglio dello scorso giugno successiva all’audizione in commissione Controllo della dirigente regionale Susanna Trambusti. Si legge infatti che quello della Regione è un patrimonio immobiliare “imponente inserito in un ‘piano’ lungo almeno 20 anni, che dal 2004 ad oggi ha visto acquisizioni per oltre 250 milioni – si legge. Secondo quanto riportato all’attenzione della commissione, dal 2004 sono stati acquistati 13 immobili tra cui le sedi del Consiglio regionale (Firenze – Via Cavour 2, 4 , 6, 16, 18 per un importo di circa 125 milioni), la sede della Giunta (Firenze – via di Novoli, 26 per 47,5 milioni), Palazzo Cerretani (Firenze – piazza dell’Unità, 1 per 36 milioni), Ufficio del Genio civile di Siena (quasi 4 milioni), Villa Medicea di Careggi (circa 15,5 milioni), Ospedale Luco del Mugello (quasi 2,5 milioni). A questi vanno quindi aggiunti Villa Basilewsky (20 milioni) la cui compravendita del 27 aprile scorso è sottoposta a condizione sospensiva, Villa La Quiete alle Montalve (45 milioni) per cui è stato sottoscritto un preliminare di acquisto il 22 dicembre 2008, e un immobile in località S. Piero a Quaracchi – Osmannoro (quasi 9 milioni) da destinare ad archivio e sede del Tix (l’infrastruttura telematica della Toscana), il cui preliminare di vendita porta la data del 31 luglio 2009”. Un patrimonio su cui si annunciava la volontà del presidente Marcheschi di avviare una ricognizione approfondita attraverso “visite agli immobili”, acquistati per eliminare affitti onerosi e destinati a accogliere uffici e servizi necessari a soddisfare il fabbisogno dell’ente. Una politica, quella portata avanti dalla Regione che desta comunque anche altre perplessità. Da un lato infatti, almeno fino a non troppo tempo fa, la giunta regionale confermava l’intenzione di spostarsi a castello dove doveva sorgere il nuovo centro direzionale, dall’altra portava avanti acquisti di immobili con impegni importanti per le casse pubbliche.
Tornando alle cifre sugli immobili fornite dalla Regione e scorrendo la lista delle sedi si scopre che le spese sotto il capitolo “acqua” nel 2009 solo per Palazzo Strozzi Sacrati, sede della giunta regionale, vengono quantificate in 140.317,18 euro. Una enormità che potrebbe però essere legata ai lavori di ristrutturazione che hanno interessato l’edificio per molti anni. Salta agli occhi poi il milione e 700mila euro che nel 2009 la Regione ha speso per la pulizia delle sedi. Un esborso per grandezza che viene dopo solo alle spese per gli affitti e a quelle per la manutenzione straordinaria (oltre 2 milioni di euro) e che concorre a determinare la cifra finale indicata dal settore Patrimonio e logistica per le spese di funzionamento delle sedi (che comprende anche la manutenzione ordinaria, le forniture, la vigilanza etc) ovvero 14.572.416,92 euro.
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Scritto da Paolo Marcheschi
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Firenze, 30 luglio 2010
PDL: “Villa Cherubini, chiarezza in merito agli impegni per la ricollocazione dei dipendenti”
“La Regione – si apprende dalla stampa – si assumerà l’onere della ricollocazione dei dipendenti di Villa Cherubini qualora la situazione anche occupazionale della vicenda dovesse precipitare. Un impegno importante che ha bisogno di conferme e dettagli”. Interviene così il consigliere regionale del PDL Paolo Marcheschi. “Alcune settimane fa - prosege l'esponente del PDL - è stat iniviata una lettera all’Assessore Simoncini per sensibilizzarlo in merito alla situazione lavorativa dei dipendenti. Sono certo, anche per la correttezza istituzionale che lo contraddistingue, di ricevere a breve una risposta chiara e concreta. Tuttavia, a maggior garanzia dei lavoratori di Villa Cherubini, è stata presentata un’interrogazione in Consiglio regionale. Due gli aspetti di cui il gruppo PDL chiede conferma: se è vero che la Regione ha preso questo impegno; e quali sono i dettagli di merito e le prospettive concrete. Del resto non può che esserci un piano preciso e già configurato, altrimenti la ricollocazione occupazionale promessa dalla Giunta sarebbe davvero solo una chimera”.
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